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Si scrive franchising si legge opportunità. Opportunità di sviluppare e fra crescere un marchio, e anche uno strumento per moltissimi giovani per i quali l’affiliazione commerciale rappresenta un buon punto di partenza per lavorare in autonomia, in un mercato che langue di occasioni.

I numeri parlano di un franchising vivo, che regge nonostante il periodo, lasciando entrare a gamba tesa nel nuovo ventaglio di proposte anche il digital, proprio per le sue prospettiva di crescita.

Perché il franchising piaccia così tanto agli italiani?

Si tratta di una struttura dove la forza di un brand già noto rappresenta maggiore appeal nei confronti dei clienti, aiuta lo sviluppo dell’auto imprenditorialità di chi è alle prime armi e può contare sull’esperienza di un’azienda consolidata che mette a disposizione, non solo, tutto il suo know-how, ma anche un piano marketing e pubblicità.

Il problema restano i finanziamenti. Come fa un giovane che ha difficoltà ad ottenere credito attraverso gli strumenti tradizionali ad aprire la sua attività in franchising? Nel libro Let’s Franchise di Davide D’Andrea Ricchi ci sono tante risposte a questa domanda nel capitolo 10.

Con questo articolo, voglio parlarti di una particolare forma di finanziamento per giovani. Sto parlando del Selfiemployment, un finanziamento promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, gestito da Invitalia, destinato a promuovere le iniziative di auto impiego e di auto imprenditorialità dei giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni con prestiti a tasso zero – senza interessi e senza alcuna forma di garanzia reale e/o di firma -, per un importo che varia da 5.000 euro fino a un massimo di 50 mila. Scopriamolo nel dettaglio.

Selfiemployment: requisiti e domanda

La misura è rivolta a tutti coloro che hanno tra i 18 e i 29 anni residenti sull’intero territorio nazionale, ad eccezione della regione Umbria che ha esaurito i fondi a sua disposizione.

Possono accedere al contributo i giovani NEET, ovvero: giovani fino a 29 anni senza vincoli territoriali, iscritti al programma Garanzia Giovani, che non hanno lavoro (disoccupati ai sensi dell’articolo 19, comma 1 e successivi del decreto legislativo 150/2015 del 14 settembre 2015) e non sono impegnati in percorsi di studi (secondari superiori, terziari non universitari o universitari) o di formazione

La domanda può essere presentata dai soggetti NEET in forma di:

✓ Imprese individuali, società di persone, società cooperative con un numero di soci non superiore a nove, associazioni professionali e società tra professionisti costituite da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda purché inattive;

✓ Imprese individuali, società di persone, società cooperative con un numero di soci non superiore a nove non ancora costituite, a condizione che si costituiscano entro 60 giorni dall’eventuale provvedimento di ammissione.

Attività finanziate e spese ammissibili

Selfiemployment finanzia il commercio anche in forma di franchising, la produzione di beni e la fornitura di servizi.

L’attività può riguardare tutti i settori (produzione di beni, servizi, turismo, artigianato, commercio, attività professionali ad eccezione di agricoltura, acquacoltura, pesca, lotterie, scommesse, e case da gioco).

Quali sono le spese amissibili?

Sono tutte le spese relative a:

a) attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti;

b) beni immateriali ad utilità pluriennale, ad eccezione di brevetti licenze, marchi, fee di ingresso per le iniziative in franchising;

c) ristrutturazione di immobili entro il limite massimo del dieci per cento del valore degli investimenti ammessi. Saranno considerate inoltre ammissibili al finanziamento dell’iniziativa le spese per l’avvio dell’attività.

d) tra le spese ammissibili rientrano stipendi e salari; mentre non rientra l’IVA.

Che tipo di agevolazione viene concessa?

Un finanziamento agevolato senza interessi e non assistito da nessuna forma di garanzia reale e/o di firma, con un piano di ammortamento della durata di 7 anni rimborsabile con rate mensili posticipate.

I business plan inviati vengono valutati sui seguenti aspetti:

  • Ammissibilità del progetto, che verifica il possesso dei requisiti formali e la regolarità della documentazione inviata.
  • Valutazione della sostenibilità economico-finanziaria e della coerenza interna del progetto.

Il provvedimento di ammissione o di non ammissione alle agevolazioni viene comunicato a mezzo PEC entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda, fatti salvi, i maggiori termini previsti nei casi di comunicazione dei motivi ostativi.

Per saperne di più basta consultare il sito www.invitalia.it o rivolgersi a uno dei nostri consulenti. In questo caso ci trovate al sito: www.danielaiavolato.it

di Daniela Iavolato

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