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Logistica, una parola che apre un mondo e che è alla base del successo o del fallimento di un progetto di franchising. Le attività dell’approvvigionamento, della spedizione e della consegna devono funzionare come un orologio svizzero, basta che una piccola rotellina sia fuori posto, per mandare alle ortiche anche un buon lavoro nella preparazione di un prodotto. Quali sono gli aspetti della logistica sui quali devi avere un occhio clinico? Te lo racconto in quest’articolo nel quale rispondo anche a una domanda da un milione di dollari:

Meglio una logistica interna o esterna? Continua a leggere per scoprirlo!

Logistica centralizzata o in outsourcing?

Iniziamo da una prima differenziazione. Quando la logistica è interna tutte le attività produttive, commerciali e i processi di movimentazione delle merci, sono a carico del franchisor, e si alza di tanto l’asticella della complessità del lavoro.

Molte aziende per gestire al meglio tutte le attività, da quelle della programmazione alla gestione, si dotano di un responsabile, un esperto di logistica che si occupa in senso ampio di tutte le azioni necessarie per ottenere un buon risultato. Nella storia ci sono responsabili di logistica che hanno letteralmente cambiato il volto delle aziende che hanno gestito, per dirne una, Tim Cook, l’attuale Ceo di Apple, quando Steve Jobs era al timone si occupa proprio di logistica, ed è proprio il suo valore ad aver permesso all’azienda di entrare nel futuro.

I vantaggi di una gestione centralizzata sono chiari: avere il controllo totale su tutto il processo, senza dover delegare mansioni a società esterne che possono avere problemi e incidere sulla qualità del business. L’altro è di non dover condividere i propri guadagni con società esterne. Gli svantaggi sono altrettanto evidenti: costi di gestione altissimi che solo pochi player possono permettersi e l’aumento della complessità del lavoro.

Nel caso invece di una gestione esterna (in outsourcing) il franchisor va alla ricerca di un partner al quale affida le attività di logistica, sia sulla programmazione che sulla gestione. Anche in questo caso i vantaggi e gli svantaggi si bilanciano: l’esternalizzazione rende il modello di business più leggero e flessibile, mentre diminuiscono i ricavi che vanno condivisi con l’operatore e si diminuisce la possibilità di avere un controllo diretto di tutta la filiera.

Qual è la soluzione migliore allora? Una possibile risposta è nella parola “sperimentazione”. Le imprese per funzionare devono continuamente adattare i loro sistemi operativi alle condizioni del mercato. In questo senso, la logistica è il migliore banco di prova, il franchisor fa una scelta iniziale tenendo conto del budget a disposizione e decide in base ai risultati come poi ottimizzare la gestione operativa delle funzioni logistiche generali (approvvigionamento, trasporto, distribuzione, stoccaggio ecc.), come quelle accessorie, come imballaggio, confezionamento, pratiche doganali ecc.

Quali sono gli aspetti della logistica sui quali bisogna avere un occhio clinico? Semplificando, il franchisor che vuole costruire una logistica centralizzata deve lavorare intorno a quattro cardini, ognuno dei quali va perfettamente collegato all’altro, con una colla speciale: il digitale.

il digitale come collante nella logistica

NB: La digitalizzazione è uno dei segreti ai quali dedico molto spazio nel mio libro, “Let’s Franchise. 69 Segreti per creare una rete di franchising di successo”.

I quattro cardini di cui ti parlo sono:

  1. Stoccaggio della merce: i locali vanno organizzati bene secondo la tipologia di prodotto trattato e avere anche le dimensioni per consentire ai tuoi collaboratori di muoversi in modo agevole negli spazi;
  2. I processi di picking: con “picking” ci si riferisce alle attività di selezione e prelievo di prodotti all’interno di un magazzino. In genere, per facilitare il picking si adottando dei sistemi di scaffalature aperte con corridoi centrali che rendono più semplici i movimenti degli impiegati;
  3. Il trasporto. qui c’è una fase molto delicata della scelta del vettore:trasporto su gomma, o altre forme (rotaie, via acqua) oppure intermodale, ovvero combinando due o più vettori? Senza pensare a prassi come il trucksharing, ovvero la condivisione di un mezzo di trasporto con altre aziende. Insomma, sono tante le varianti che un franchisor deve considerare.
  4. La digitalizzazione: una buona organizzazione del magazzino non prescinde dalla digitalizzazione, software di gestione integrata che si interfacciano per monitorare in real time diverse attività, come controllo scorte, ordine ai fornitori, tempi di consegna, segnalazioni di eventuali criticità, monitoraggio dei livelli del servizio ecc.

Riuscire a far cooperare questi quattro cardini diventa ancora più fondamentale nella logistica del settore food nel quale il livello di complessità aumenta per la deperibilità e la scadenza degli alimenti. In questo caso il controllo della logistica attraverso il digitale diventa uno strumento irrinunciabile per tenere insieme un sistema che si fonda su tanti “tempi diversi”. Oltre ai tempi di consegna delle merci, vanno valutati quelli relativi ai “tempi biologici” dell’agricoltura e al “mantenimento delle condizioni di qualità della consegna”. La logistica nel food merita, tuttavia, un approfondimento ad hoc e tornerò presto sull’argomento.

Logistica esterna: alcuni segreti

Per i franchising in startup che non possono accollarsi le spese di una gestione centralizzata della logistica, non resta che la strada di affidarsi a fornitori esterni.


Cosa può fare allora il franchising per limitare i rischi di questa scelta necessaria?

Deve tutelarsi dal punto di vista contrattuale, tenendo conto di alcuni elementi chiave che contribuiscono a rendere più chiaro il rapporto con il fornitore, come per esempio:

  • La definizione degli SLA (acronimo di service level agreement) sono degli strumenti contrattuali che definiscono la qualità dei servizi del fornitore. Oltre agli SLA, bisogna stabilire delle penali nel caso in cui i vincoli non fossero rispettati;
  • Indennità per eventi particolari che impediscono le consegne;
  • Polizze assicurative e fidejussioni per aumentare i livelli di tutela.

Diventa poi importante che i termini di questi accordi siano al più possibile uniformi per tutto il network, in modo da garantire un simile livello di qualità in tutti i punti vendita della rete di franchising.

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